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Le proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo mariano

Il cardo mariano  conosciuto anche con il nome di silybum marianum , è un erbacea robusta e vigorosa appartenente alla famiglia delle Astracee. Viene usato come epatoprotettore pur avendo buone proprietà digestive e venotoniche. Ma scopriamo le proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo mariano.

 Proprietà cardo mariano

Proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo marianoLe maggiori proprietà del cardo mariano sono epatoprotettrici, decongestionanti, colagoghe, venotoniche, e diuretiche.

Impieghi per uso interno

Ottimo alleato del fegato e dell’ organismo in generale, il cardo viene utilizzato con grosso successo per le cure del fegato come itterizia, calcoli biliari, epatiti croniche o acute, ma è molto efficace e utilizzato anche in caso di stitichezza cronica. La pianta intera, vale a dire le radici, le foglie e i fiori, favoriscono la digestione, hanno un’ azione tonificante, stimolano l’appetito e contrastano la fastidiosa sensazione di pesantezza. Ma la sua efficacia la troviamo nella cura dei disturbi dell’apparato circolatorio. Infatti è un ottimo antiemorragico e si trova giovamento in presenza di epistassi, tagli e mestruazioni troppo abbondanti. Non ultima la sua proprietà venotonica utile in presenza di emorroidi e varici. 

Impieghi per uso esterno

Per quanto riguarda l’uso cosmetico, il silybum marianum  può essere utilizzato per preparazioni casalinghe. Tuttavia rivolgendosi alle erboristerie, è possibile beneficiare di creme o di oli ad azione rigenerante, indicate principalmente per pelli disidratate e stanche, che hanno necessità di un’azione profonda e rilassante, infatti il cardo dà ottimi risultati come antirughe. In particolare si consiglia l’olio, da applicare localmente con un leggero massaggio da eseguirsi di sera prima di andare a dormire, dopo un’accurata e profonda pulizia del viso.

Altri usi 

Il cardo mariano una volta che si è essiccato e spruzzato con spray argentato oppure dorato, diventa una pianta decorativa d’ effetto per arricchire le composizioni da preparare per il periodo natalizio.

Proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo mariano

Cardo mariano principi attivi

I principi attivi racchiusi nelle radici, foglie e semi del cardo mariano contengono flavonolignani, principalmente silimarina sostanze amare, flavonoidi, canferolo, amido, tannino e mucillagine.

Decotto di cardo mariano per il fegato

Per ottenere un buon decotto per il fegato ingrossato, versate 5 grammi di radici e di foglie nell’acqua bollente e fate bollire per 3/4 minuti al massimo. Successivamente lasciate in infusione per 10 minuti e filtrare con un colino a maglie finissime o una pezza bianca. Bevete due tazze al giorno dopo i pasti principali.

Altri nomi del cardo mariano

Il cardo mariano è conosciuto anche con il nome di cardo della Madonna, silibo, cardo macchiato, cardo si Santa Maria, silybin, milk thistle, cardo asinino, cardo selvatico benedetto.

Proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo mariano

Habitat del cardo mariano

Diffusissimo nelle zone del Sud e Centro, e più raramente al Nord, viene considerata una pianta seminfestante. La si trova con facilità fra le macerie, nei campi incolti, sui bordi dei sentieri, dove forma vistosi gruppi.

Cos’è il cardo mariano

La pianta del cardo è un’ erbacea annuale o biennale che può raggiungere 1,5 metri di altezza.  Il suo fogliame grande e screziato, ha foglie basali grandi e lobate. Il margine è dentato e munito di spine di colore giallo. Ha fiori spinosi violacei o di color porpora con aculei molto lunghi che compaiono da aprile a luglio.

Sapore e aroma

Il sapore del cardo mariano è insipido o leggermente amaro.

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Parti utilizzate e periodo di raccolta

Del cardo mariano si utilizza tutto, germogli, radice, foglie e semi. I semi di cardo si raccolgono in principio dell’ autunno scuotendo i capolini essiccati. Le foglie e i capolini in giugno, i germogli alla loro comparsa, mentre la radice nel primo anno di vita della pianta.

Cardo mariano in cucina

Del cardo mariano in cucina si possono consumare le foglie più tenere ( evitate quelle più coriacee e prive di spine ) cotte o crude per insaporire le insalate, così come i germogli centrali. Le radici vanno consumate solo se bollite, mentre i capolini vanno cotti nell’acqua come tutti gli altri tipi di verdure. Inoltre, visto che è ricco di sostanze amare, può essere impiegato per la preparazione di liquori.

Silimarina proprietà

Potente antiossidante e antinfiammatorio la silmarina è il più importante principio attivo presente nel cardo mariano. Integratore naturale agisce per i disturbi del fegato rinnovando i tessuti. Tra gli ingredienti più importanti della silimarina, c’ è la silibinina, componente utile nei vari trattamenti di malattie che colpiscono il fegato come la cirrosi, epatite C, e i danni conseguenti a chi abusa di alcool e farmaci antinfiammatori o a base di cortisone.

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Curiosità sul cardo

  • Una leggenda narra che durante la fuga di Giuseppe e Maria per salvare Gesù Bambino dai soldati di Erode, la pianta coprì tutta la famigliola, nascondendola. Fu così che da quel giorno, ebbe le foglie macchiate del colore bianco del latte della Vergine.
  • I semi di cardo mariano per i cardellini costituisce una prelibata leccornia e questi, devono il loro nome proprio a questa salutare pianta.
  • Dal termine cardo, deriva il verbo cardare, che significa scardassare, ovvero pettinar la lana, e da questo deriva il cardo lanaiolo. In effetti gli antichi lanaioli di Roma, all’epoca si erano accorti che i capolini spinosi erano più che adatti a pettinare la lana, motivo per il quale, in piena estate mandavano i loro servi in aperta campagna a raccogliere questa pianta.
  • Un’ altra leggenda narra che questa pianta potesse rilevare se un amore segreto potesse essere corrisposto, oppure no, a patto che la domanda venisse formulata nel giorno di San Giovanni. Per tale usanza, doveva essere in piena fioritura. Una volta raccolto, doveva venire bruciato, per poi venire esposto alla finestra, in un bicchiere di acqua. Se durante la notte della vigilia del santo il fiore si ravvivava, ben presto quell’amore segreto sarebbe stato corrisposto quanto prima.

Cardo coltivazione

Facilmente coltivabile, per la sua bellezza può svolgere una funzione decorativa nei giardini, o in quei spazi destinati al verde. Si semina direttamente a dimora in un terreno sabbioso da marzo a settembre, diradando man mano le piante durante la loro crescita.

Conservazione del cardo

Per conservare al meglio la radice, questa viene fatta essiccare al sole e poi conservata in sacchetti o barattoli a chiusura ermetica. I capolini, una volta raccolti si lasciano all’ombra e in un luogo ventilato, fino a maturazione completa, quindi si estraggono i semi che sono acheni neri, ( a cui verrà tolta la piumetta bianca che si trova all’apice del seme ), e successivamente si conservano in sacchetti o barattoli a chiusura ermetica.

Proprietà controindicazioni e usi in cucina del cardo mariano

Cardo mariano quando assumerlo

Infuso o decotto si assumono da una a due tazze al giorno, prima o dopo i pasti principali.

Cardo mariano controindicazioni

I semi che sono molto ricchi di principi attivi non sono tossici, tuttavia vanno prescritti e somministrati esclusivamente solo dietro prescrizione medica. Per questo motivo chi soffre di ipertensione deve consumare con cautela il cardo. Visto che può causare irritazioni si consiglia di maneggiare la pianta con molta attenzione e con l’aiuto di guanti.

Precauzioni d’ uso e avvertenze

Le informazioni riportate sul presente sito, hanno unicamente uno scopo divulgativo. Non sono  prescrizioni mediche, consigli medici, e neppure terapie sanitarie. I testi riportati non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato. Qualora si intendesse prendere in considerazione qualche indicazione tra quelle riportate nel sito si raccomanda vivamente di consultarsi prima con il proprio medico di base. Si esonera pertanto essasalute e i suoi autori da ogni responsabilità al riguardo.

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