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La coltivazione consigli pratici e usi della rosa selvatica

Nella rosa selvatica molte parti della pianta come i frutti, i semi, le foglie e i fiori vengono largamente utilizzati sia nel campo farmaceutico che erboristico visto le notevoli proprietà. Ma vediamo la coltivazione consigli pratici e usi della rosa selvatica.

Rosa selvatica habitat

La rosa selvatica nome botanico rosa canina appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è largamente diffusa in Europa, Asia occidentale, Africa, America settentrionale. Conosciuta in tutta Italia, la si trova preferibilmente nelle zone del settentrione a clima temperato e più precisamente nelle boscaglie, nei posti incolti, ai margini delle strade di collina o di campagna e fino ad un’ altezza massima di 1500 metri.

Coltivazione consigli pratici e usi della rosa selvatica

Rosa pianta

La rosellina selvatica è un arbusto alto fino a 3 metri, è piena di rami e si differenzia dalle altre varietà di rose selvatiche per il suo fusto che ha un portamento quasi diritto, che assieme ai rami e alla prima parte delle foglie è provvisto di spine. Le sue foglie sono costituite da 5 – 7 foglioline di forma ovale e sono dentate.

Il frutto della rosa canina come tutti quelli delle altre varietà di rose, per la loro particolare forma ovoidale vengono chiamati cinorrodi e maturano da settembre – ottobre e resistono fino al principio dell’inverno, regalando così al giardino bacche selvatiche rosse per un bell’effetto decorativo. Queste, in realtà sono dei falsi frutti costituiti da una parte carnosa che contiene i veri frutticini di colore giallo scuro, dalla forma ovale e lunghi 5 cm. All’interno dei frutticini si formano i veri semi di rosa canina.

Rosa canina fiore

Il fiore della rosa canina che sboccia tra maggio-giugno ha cinque petali, è leggermente profumato e ha un colore rosa di diverse tonalità. Una volta che i fiori sono stati recisi perdono molto velocemente i petali. 

Altri usi della rosa canina

Uso decorativo – Le bacche di rosa canina detti anche cinorrodi, risultano essere sono molto decorative per i giardini, ma si possono utilizzare anche per composizioni casalinghe. In questo caso raccoglietele quando sono belle rosse e hanno ancora una consistenza bella dura.

Uso fitoterapico – I frutti i fiori le foglie e i semi della rosa canina sono un vero alleato per il nostro benessere. Le bacche o cinorrodi in particolar modo sono un vero e proprio concentrato di vitamina C.

Rosa selvatica

Bacche di rosa canina

Appena terminata la fioritura, alcuni tipi di rose si preparano per nuove fioriture, altre invece si concentrano maggiormente nella produzione di cinorrodi o cinorrodonti chiamati comunemente col nome di bacche. Queste bacche di rose, in realtà non sono altro che falsi frutti che si formano da un ricettacolo carnoso contenente i veri frutti, chiamati acheni e ciascuno di loro è formato da un solo seme. Per avere la loro produzione è necessario non tagliare i fiori appassiti delle piante, ma lasciarli dove sono e continuare le annaffiature anche a fioritura terminata. Le bacche selvatiche rosse già in autunno ma anche in inverno regalano una bella nota di colore in un periodo scarno di fioriture, oltre che offrono riparo e cibo a molti animali selvatici. Ce ne sono di tanti tipi a seconda della varietà della rosa. Alcune sono sferiche, ovali o a fischetta, il loro colore varia dall’ arancio al nerastro e sono più o meno grandi.

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Varietà di bacche di rosa canina

Tante sono le varietà di rose che producono bacche, e tra quelle più interessanti ci sono:

  • La Rosa Ballerina con le sue numerosissime e piccole palline di colore rosso.
  • Il colore scuro, quasi nero è invece per le bacche della Rosa pimpinellifolia.
  • Le bacche di rosa rugosa o rosa roxburghii sono quelle più evidenti visto che i suoi cinorrodi sono grandi. Raggiungono i 4 cm, sono globosi di colore giallo-verde ricoperti da aculei che li fanno somigliare a ricci di castagna.
  • La Rosa Moyesii presenta Cinoros come una forma di fiaschietta.
  • La rosa canina ha bacche di forma ovoidale. Hanno un colore rosso-arancio e sono molto conosciute per le loro proprietà erboristiche e medicinali. Grossa fonte di vitamina C sono utili per contrastare i malanni tipici della stagione invernale. Basti pensare che 100 grammi di bacche di rosa canina contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 kg di limoni. Per trasformale in marmellata di rosa canina bisogna aspettare che siano completamente mature. Potete anche farle essiccare e utilizzarle per preparare tisane e infusi.

Bacche rosa canina quando raccoglierle e come pulirle

Le bacche di rosa canina si raccolgono in autunno o all’ inizio dell’ inverno subito dopo la prima gelata. Ci accorgiamo che sono mature quando si colorano di un bel rosso intenso e strofinando fra le dita la pelle esterna, quella interna tende a muoversi. Una volta raccolte, per pulirle utilizziamo dei guanti robusti per non pungerci con le spine. Incidiamole con un taglio longitudinale e priviamole dei semi interni, della peluria esterna e risciacquiamole abbondantemente sotto l’ acqua corrente.

Bacche di rosa canina come usarle

Le bacche di rosa canina dopo un’ accurata pulizia possono venire essiccate e riposte al riparo da umidità, in un ambiente fresco e ventilato. Messe in un barattolo di vetro si conservano al massimo per un anno. Anche i petali della rosa selvatica possono essere essiccati e conservati con la stessa modalità delle bacche, levando però la parte bianca che ha un sapore piuttosto amaro. Una volta essiccati, i fiori possono essere utilizzati per aromatizzare liquori o sciroppi.

Coltivazione consigli pratici e usi della rosa selvatica

Bacca di Rosa rugosa

Rosa canina coltivazione

La rosa selvatica si propaga in primavera o con semi, oppure con talea anche se il secondo metodo è di certo quello più efficace e pratico. Ma se vogliamo ottenere nuove piantine dai semi di rosa, dovete sapere che questi richiedono tempi piuttosto lunghi. Infatti se la semina avviene tra ottobre e novembre, la germinazione può avvenire la prossima primavera o in certi casi l’autunno successivo. Quindi una volta che avete raccolto i frutti più duri, spappolateli dividendo i frutticini dalla polpa e seminiamoli. Con questo metodo la rosa canina impiega circa due anni per arrivare a fiorire. 

Se volete invece avvalervi della talea scegliete getti laterali e che abbiano una lunghezza di 15 centimetri. Il taglio va fatto con cesoie ben affilate, il terriccio dovrà essere leggero e drenante, e dopo la potatura concimate con stallatico. La rosacanina essendo una rosa selvatica non richiede tanta acqua, si accontenta di quella piovana.Tuttavia se questa non fosse sufficiente annaffiatela ogni 8/10 giorni facendo attenzione ai ristagni d’ acqua che soffre particolarmente, e sono la maggior causa di malattie fungine.

Potatura della rosa selvatica

Essendo una pianta che cresce piuttosto velocemente la rosa di bosco necessita di potature frequenti per poter ottenere raccolti abbondanti. Per fare ciò aspettate dicembre ed eliminate i rami secchi che ormai non sono più produttivi, e quelli che hanno già fiorito solo se decidete di avere altri fiori.

Piantare semi di rosa selvatica

In ottobre – novembre piantate i semi di rosa selvatica in un contenitore dal diametro di 20 cm in cui avremo posizionato un piccolo strato di sabbia di fiume e mettiamo a dimora i frutticini di rosa selvatica ben puliti dalla polpa. Copriteli con un ulteriore strato di sabbia mantenendo costantemente umido il terreno. Lasciamo riposare al buio con una temperatura che si aggira tra i 10 e i 15°. Dopo circa sei mesi i semi cominceranno a germogliare, e solo allora trasferiamoli in un vaso con del terriccio e ricopriamoli con altro terriccio. Posizioniamo le nuove piantine alla luce e quando saranno alte 20 – 30 cm trapiantiamole in piena terra.

Coltivazione consigli pratici e usi della rosa selvatica

Come si conserva la rosa canina

Le foglie della rosa canina si utilizzano fresche, mentre i fiori una volta che si sono staccati i petali, si lasciano essiccare all’ ombra e si conservano in vasi di vetro lontani dall’ umidità e dalla luce. Dai cinorrodi si  praticata l’incisione laterale, si estraggono i semi, la peluria e si fanno essiccare al sole. Si conservano in barattoli chiusi o sacchetti lontano dall’ umidità. Mentre i semi una volta essiccati in forno ( a bassa temperatura ) o al sole si conservano in barattoli o sacchetti.

Consigli pratici per malattie e parassiti delle rose canine

Le rose canine sono frequentemente esposte agli attacchi degli afidi detti anche pidocchi delle piante e dalla cocciniglia, insetti con scudi coriacei di color bianco. Questi due tipi di insetti che prendono di mira i petali, possono arrivare ad intaccare e indebolire anche le radici e l’ intera pianta se non trattati in tempo. Un rimedio del tutto naturale prevede la pulitura o l’asportazione delle parte infetta e trattamenti a base di macerato d’ ortica o sapone di Marsiglia spalmato sulle foglie. Da non sottovalutare anche la peronospora, malattia fungina che viene causata da troppi ristagni d’ acqua. Questa malattia si riconosce grazie alle macchie bianche che si formano sulla parte superiore delle foglie. Per prevenirla è bene evitare i ristagni d’acqua e vaporizzare la pianta con un macerato a base di ortiche o infuso di equiseto.

Curiosità sulla rosa selvatica

  • Le rose sono piante molto antiche visto che il ritrovamento di alcuni fossili risalgono al periodo Terziario.
  • Definita la regina dei fiori, pare che la rosa esistesse solo di colore bianco e successivamente si colorò di rosso per essere stata a contatto col sangue di una ferita della dea Venere.
  • Anticamente in medicina ebbe un buon utilizzo. Infatti i petali venivano utilizzati per la cura della diarrea, per fare gargarismi contro il mal di gola e quando certe ferite stentavano a rimarginarsi.

Rosa canina significato

Il significato della rosa canina pare debba il suo nome ad una credenza medievale secondo la quale la sua radice serviva per guarire la rabbia provocata dal morso di un cane ammalato.

Rosa canina nel linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori la rosa canina sta ad indicare il dolore ma anche il piacere.

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